Norwegian Wood. Tokyo Blues di Haruki Murakami

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Titolo: Norwegian Wood. Tokyo Blues
Autore: Haruki Murakami
Genere: Romanzo sentimentale/di formazione
Editore: Einaudi
Formato: Brossura
Pagine: 379
Prezzo cartaceo: 13€
Prezzo eBook: 6,99€

“Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel che costi.
Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui”

Buon 2014 a tutti! Oggi parlarvi di Norwegian Wood mi sembra il modo migliore per iniziare un altro anno di recensioni sul mio blog! Questo è il primo romanzo che leggo di Murakami ed è stato amore a prima vista, o dovrei dire lettura?
E’ uno dei libri più belli che io abbia letto in quest’ultimo periodo ed è entrato tra i miei preferiti!

L’edizione di cui vi sto parlando è l’ultima uscita in cui Einaudi ha deciso di mantenere il titolo originale dell’opera che è Noruwei no mori, in italiano appunto Norwegian Wood.
Precedentemente il titolo era solo Tokyo Blues e l’autore si dichiara felice di questa scelta, che ritiene rappresentare meglio il suo romanzo.
L’edizione è stata tradotta da Giorgio Amitrano, che già conoscevo in quanto traduttore di Banana Yoshimoto.
E’ presente un’introduzione dello stesso traduttore, imperdibile se siete curiosi di sapere come si è evoluto lo stile di Murakami nel tempo e quali contaminazioni troviamo in termini di opere occidentali, ma da evitare se non conoscete già la trama perché Amitrano fa troppi spoiler!

Ecco l’incipit: Toru Watanabe si trova all’aeroporto di Amburgo e sta per scendere da un boeing 747, finchè sente diffondersi dagli altoparlanti la canzone Norwegian Wood dei Beatles

Da qui si dipana un lungo flashback, che dura fino alla fine del romanzo, in cui il protagonista ci racconta di alcuni anni della sua vita, dai 17 ai 20.
Proprio per questo il libro è stato definito un romanzo di formazione, perché vedremo Toru crescere e diventare un giovane adulto.
Si parla inoltre di romanzo sentimentale perchè in effetti se vogliamo descrivere questo libro banalmente potremmo parlare di triangolo amoroso, anche se, vissuto dai giapponesi fa tutto un altro effetto!

Come contesto ci troviamo a Tokyo nel 1969, periodo di rivolte universitarie; esse fanno semplicemente da sfondo alle vicende narrate: Toru infatti si mantiene lontano da queste “piccole” rivoluzioni.

Il protagonista incontra casualmente Naoko, ragazza dell’amico morto poco tempo prima, e insieme decidono quasi istantaneamente di frequentarsi.
Ma sin dagli inizi questo rapporto si dimostra difficile, soprattutto a causa dei problemi mentali di Naoko che più in là infatti verrà ricoverata in una clinica psichiatrica.
Nel ricordo di lei tra le braccia, Toru le invia ogni settimana lettere d’amore ed ogni tanto va a trovarla; nel frattempo frequenta Nagasawa, suo unico amico, don giovanni carismatico e superficiale che certamente non ha un’influenza positiva su di lui.
Conosce poi Midori, ragazza che è l’opposto di Naoko, anche lei con i suoi problemi dai quali però riesce a risollevarsi.
Toru frequenterà entrambe fino alla fine e la sua scelta sarà comunque in parte causata dal destino, per chi ci crede.

I personaggi di Murakami sono tormentati. Toru in particolare cerca sempre di comportarsi nella maniera più giusta ma questo suo controllo non ha gli effetti desiderati.
Ad esempio, non capisce immediatamente cosa prova per Naoko e Midori e solo dopo molto tempo lo vediamo diventare consapevole dei propri sentimenti.
I personaggi sono caratterizzati così bene che ti sembra di averli davanti agli occhi, in particolare le figure femminili che sono dotate di una straordinaria bellezza letteraria.

Naoko è una ragazza molto fragile e triste, anche se in certi momenti ha degli sbocchi emotivi intensi. Midori invece è allegra, pomposa se vogliamo, e molto aperta verso determinati argomenti.
Toru non riesco a descrivervelo con le parole giuste…quando penso a lui mi viene in mente solo l’ambiguità fatta persona, anche se non consapevolmente; e mi viene in mente anche l’onestà.

Lo stile di Murakami è intriso di poesia, amore, dolcezza…ma anche da un’infinita malinconia.
Leggere questo libro è in qualche modo angoscioso e spesso e volentieri si soffre molto leggendo quel che succede ai personaggi o chiedendosi perché fanno quel che fanno.
Il tutto è narrato con apparente distacco e leggerezza ma ad uno sguardo più profondo si comprende subito che c’è molto di più.

L’atmosfera creata dall’autore è in grado di avvolgerti per giorni, almeno a me ha dato questa sensazione anche una volta terminata la lettura. E mi ha lasciato un turbinio di emozioni dentro che non possono essere razionalizzate.
Questo romanzo sembra una storia indipendente dall’autore che l’ha scritto e che invero la definisce invece come “strettamente personale”. Se si pensa inoltre che la sua stesura risale al 1987 si può apprezzare anche l’attualità delle tematiche, che a prescindere dal passare delle generazioni rimangono invariate.

Tornando al titolo, Norwegian Wood è anche la canzone preferita da Naoko che desidera sentir suonare da Reiko, un’amica intima della clinica. Murakami riferisce che pensando a come intitolare questo romanzo non gli venne in mente nessun’altro nome se non questo.
Riguardo al titolo c’è una storia carina: la parola wood in inglese sta per legno ma in Giappone venne tradotta come bosco e questa traduzione è rimasta fino ai giorni nostri.
Di fatti il bosco o comunque le passeggiate in mezzo alla natura fanno parte in qualche modo del rapporto Toru-Naoko.

Per quel che riguarda Reiko, è sicuramente un personaggio secondario come Nagasawa ma anche lei ha la sua influenza su Toru e possiamo dire che si configura perfettamente come la controparte di Nagasawa; Reiko infatti dispensa buoni consigli e aiuta Toru e Naoko a vivere la loro storia nel miglior modo possibile.

Tema fortemente caratteristico di questo libro è la morte. Come Naoko, infatti, anche Toru ha i suoi traumi e riuscirà ad elaborare i lutti attraverso questo percorso di crescita doloroso capendo che la morte fa parte della vita e non è una fine o un elemento opposto ad essa.
Vi lascio una frase di Reiko (rivolgendosi a Toru): “L’unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza attraverso la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che questo insegnamento non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta che la sofferenza ci colpirà all’improvviso”.

Nonostante il finale un po’ brusco, a fine lettura ho pensato: wow! Il fatto che io possa immaginare come si svilupperà la storia è un altro lato del libro che mi piace!
Non ho nessuna nota negativa da riportarvi, sebbene anch’io non abbia capito il senso di alcune cose, soprattutto di una delle scene finali…chi l’ha letto mi capirà xD
Ma d’altronde chi siamo noi per dire che certi comportamenti sono inverosimili? A chi mai non è capitato di avere o assistere ad un atteggiamento fuori dall’ordinario?

Alcuni pensano che il libro siano pieno di incongruenze e che sia stato un tentativo mal riuscito di Murakami di rendere il suo libro “occidentale”, vista l’evidenza con cui vengono citati diversi scrittori, registi e cantanti all’interno del libro.
Io non la penso così, innanzitutto perché il 1969 fu per il Giappone un anno di apertura verso l’esterno, ovviamente non in senso stretto, però le vedute si andavano allargando specialmente in ambito universitario; e il fatto che al protagonista piacciano molti personaggi occidentali non significa che sia una forzatura o che non gradisca gli autori giapponesi, nel libro infatti questo non viene specificato!

Certamente la narrazione è particolare e potrebbe non piacere a tutti, ma io ne consiglio ugualmente la lettura perché si tratta di uno di quei libri che non puoi decidere di leggere semplicemente in base alle recensioni altrui.
Io ho scritto la mia di recensione perché voglio rendervi partecipi del fatto che questo libro è in grado di straziare il cuore, lo tiene stretto finchè non si arriva alla fine e certamente è uno di quei libri che fa riflettere per giorni interi.

Beh, non ho altro da dirvi, anche se ci sarebbero diverse altre cose su cui vorrei discutere ma sarebbero troppo spoiler xD. Perciò vi saluto, ricordandovi che è già uscito il film, che in Italia ovviamente non è mai stato doppiato -.-
Penso lo possiate trovare in inglese sul web!
Vi lascio il trailer 😉

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Una risposta a Norwegian Wood. Tokyo Blues di Haruki Murakami

  1. Alberto Cari ha detto:

    Complimenti, bella recensione. Anche io l’ho letto in questo periodo e mi ha prodotto gli stessi effetti e reazioni che descrivi. Esattamente come hai detto: “L’atmosfera creata dall’autore è in grado di avvolgerti per giorni, (…) E mi ha lasciato un turbinio di emozioni dentro che non possono essere razionalizzate.”

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